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Chiesa di Santa Maria Assunta

Fraz. Ponte - Cerreto di Spoleto

La Chiesa di Santa Maria Assunta è posta ai piedi dell’imponente sperone roccioso che si affaccia sulle valli del Nera e del Tissino, presso l’antico Castello di Ponte.

In epoca altomedievale, Ponte fu sede di pieve a capo di una vasta circoscrizione, che conservò la sua importanza almeno fino al sec. XIV. Costituì un punto di arrivo di antichi itinerari provenienti da Leonessa, Monteleone di Spoleto, Cascia, Norcia e di percorsi montani che raggiungevano Vallo di Nera e gli altri centri della Valnerina Inferiore.

Ponte, sito nel Comune di Cerreto di Spoleto, si articola in due nuclei diversi: il castello, edizione tardo medievale di un centro fortificato più antico; il borgo sviluppatosi sul crinale del colle ai piedi del castello; la Chiesa di Santa Maria Assunta, della fine del sec. XII, ancora più a valle e su cui converge l’antica viabilità; infine, l`abitato più recente sviluppatosi lungo le strade.

La Chiesa di Santa Maria Assunta è un esempio di edificio sacro romanico di impianto architettonico poco comune nella Regione, a navata unica absidata con transetto sporgente, tiburio e cupola sull`incrocio dei bracci. A questo nucleo principale è annessa una navatella addossata alla parete destra. Sulla facciata spicca il rosone. Esso presenta un doppio ordine di colonnine binate, nove nel circolo interno e diciotto in quello esterno, con al centro la rosa a cinque petali da cui prende forma l’intera composizione. Secondo i canoni del romanico umbro-abruzzese, il rosone è inserito all’interno di un quadrato e poggia su dieci archetti posti cinque a destra e cinque a sinistra di un telamone (cariatide), raffigurato nell’atto di sorreggere i due archetti centrali.

Tale decorazione presenta un’architettura fondata sul simbolismo del nove: nove sono i petali che compongono la rosa interna e diciotto quelli che compongono la rosa esterna, diciotto sono le colonnine del primo ordine e trentasei quelle del secondo. Il nove, risultato della moltiplicazione del tre per se stesso o della sua triplice somma, allude alla Trinità nel suo invisibile mistero unitario ed esprime la presenza della Trinità nei tre mondi. Insieme al simbolismo del nove, nel rosone compare anche quello del cinque, espresso nella rosa centrale, corrispondente ai quattro elementi universali che procedono dalla quinta essentia: il Logos creatore, il Silenzio che si fa parola, la Tenebra da cui scaturisce la Luce. I dieci archetti sono immagine del Decalogo, fondato sui primi due comandamenti, la cui osservanza permette l’accesso alla salvezza.

Il portale, a rincassi concentrici con ghiera, conserva nella lunetta resti di una Madonna e Angeli, affresco del sec. XIV. L’interno della Chiesa presenta pareti nude e slanciate coperte da un tetto a capriate che evoca in maniera efficace l’idea dell’ascesa. La luce penetra all’interno della Chiesa dalle strette finestre monofore.

La pianta riproduce il simbolo della croce attraverso l’unica navata absidata con transetto sporgente. Sulla destra della navata, circa a metà della Chiesa, si apre una navatella adibita a cappella, mentre a sinistra dell’ingresso si può ammirare il fonte battesimale ricavato da un bacino romano in granito. All’incrocio dei bracci del transetto, supportata da quattro archi, si apre una suggestiva cupola cieca.

Sulla parete di sinistra della navata centrale, tra gli affreschi ancora presenti all’interno della Chiesa, è possibile ammirare una Madonna del Rosario, del XV secolo. In alto l’immagine ieratica di Sant’Agostino benedicente. Prima del transetto, rimosso dalla sua posizione originaria, un affresco del XV secolo, eseguito da un pittore locale, in cui è raffigurato il Crocefisso. Alla sua destra Santa Lucia protettrice della vista e San Sebastiano, protettore dalla peste nera, alla sua sinistra la Vergine e San Pietro.

In alto una Deposizione della scuola di Daniele da Volterra. Sul tamburo dell’abside è possibile apprezzare lo sposalizio di Santa Caterina d’Alessandria: la Madonna, con in braccio il Bambino, prende la mano della martire e la avvicina alla manina del Figlio, a simboleggiare le mistiche nozze con Cristo.

Dietro l’altare un crocifisso seicentesco, scomposto negli spasmi della morte. Nella parete di fondo del transetto di sinistra vi è un affresco risalente al Cinquecento raffigurante una Madonna in trono con alla destra il Battista e alla sinistra due figure vescovili, Agostino e Biagio, quest’ultimo protettore delle malattie della gola. Sulla volta a crociera della cappella laterale, a destra dell’entrata, vi è un affresco con i quattro Evangelisti accompagnati dai loro simboli.

Sul pavimento composto da pietre vi sono le antiche lapidi tombali, su una delle quali risalta lo scudo araldico di Ponte: un ponte a tre fornici sormontato da tre stelle a sei raggi.

come arrivare

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