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Farro e Farro di Monteleone di Spoleto D.o.p.

Studi recenti hanno individuato l’origine di questo antico cereale, la cui coltivazione è fatta risalire al 7000 a.C., nella zona conosciuta come “Mezzaluna fertile”, in quella parte del bacino del Mediterraneo che va dal Mar Rosso al Golfo Persico, e la cui diffusione è attribuita ai pastori nomadi. Venne poi largamente utilizzato nella dieta alimentare in epoca romana ed usato anche come moneta per il pagamento di tributi, come attestano reperti archeologici tra cui le bronzee tavole di Gubbio, la più preziosa testimonianza della civiltà umbra del III-I sec. a. C.. Nei secoli è stato soppiantato da varietà di cereali meno esigenti nell’operazione della battitura e pulitura del seme, relegandolo in poche aree marginali montane, tra cui quella della Valnerina, dove è sopravvissuta la sua coltivazione. La presenza di alcuni cariossidi del farro, della varietà triticum durum dicoccum, rinvenuti nella tomba della Biga di Colle del Capitano, permette di radicarlo come coltura del territorio sin dalla fine del VI sec. a.C. 

Per la sua specificità, unicità e qualità, il farro di Monteleone di Spoleto il 21/05/2007, ha ottenuto il marchio D.O.P.

 

Proprietà

Prodotto integrale equilibrato in tutti i suoi componenti (acidi grassi insaturi, oligominerali, vitamine e sali minerali). Recenti ricerche sul farro hanno messo in luce le grandi proprietà di questo cereale particolarmente adatto a depurare l’organismo e a ripristinare le normali funzioni dell’intestino. E’ il cereale più consigliato per le persone malate, gli sportivi ed i bambini.

 

Dove si coltiva

Il “Triticum dicoccum”, è la varietà di “farre”, nome in dialetto con cui viene chiamato il farro che si coltiva da sempre a Monteleone di Spoleto. Ricchissima documentazione su questo cereale nell’Archivio Comunale di Monteleone di Spoleto, dove nella rub. III del Libro IV dello Statuto Comunale - codificazione scritta di antiche consuetudini del Castello che assumono valore di norme da rispettare – vengono prescritte le ammende da pagare per gli animali che arrecano danno alle colture, comminate in libre dieci di dinari per il farro. È una pianta rustica che cresce bene in montagna, anche sui terreni non particolarmente fertili, e che si adatta benissimo al clima rigido, a differenza di altre specie.  

 

Come si produce

La semina avviene in primavera e la raccolta in agosto. Il farro di Monteleone di Spoleto è la più pregiata ed unica specie che non produce farina bianca, ma di color tabacco chiaro (stesso colore della cariosside). Per il consumo alimentare è necessaria un’operazione denominata brillatura, che consente di eliminare gli involucri esterni. Un tempo, si ”sfarrava” la granella frantumandola con macine di pietra azionate a mano. Anche la pulitura avveniva faticosamente a mano, lanciando in aria il farro spezzato affinché il vento lo liberasse dalla pula.

 

Come si cucina

Zuppa di farro 

Ingredienti per 4 persone:

200 gr di farro

1 osso di prosciutto

1 carota

1 cipolla

4 pomodori

1 gambo di sedano

Fette di pane tostato

Olio extravergine d’oliva

 

Lessare il farro, come fosse riso, lascai nolo leggermente al dente, aggiungere le verdure tagliate a pezzetti e l’osso di prosciutto. Portare a termine la cottura a fuoco moderato. Al momento di servire levare l’osso ed aggiungere le fette di pane tostato.

 

 

Eventi

Mostra Mercato del farro D.O.P. e dei Prodotti Tipici della Montagna - Monteleone di Spoleto - dal 5 al 7 dicembre 

 

 

 

 

 

 

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